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Karim Metref

Mi chiamo Karim Metref. Sono nato nel 1967 in Algeria. Insegnante, educatore, attivista politico e culturale, Scrivo per mettere in chiaro le idee guida del mio cammino di vita e di lotta.
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Divagazioni

Martedì 1 dicembre 2009 2 01 12 2009 16:31


Nel 2006, alla fine dei mondiali, avevo mandato in giro questo pezzo. Contrariamente al solito, nessuno reagì e nessuno me lo pubblicò. Non se so sinceramente se è perchè non è stato notato o se era una specie di imbarazzo. Ripensando a gli ultimi scontri tra Egitto e Algeria, mi è tornato in mente. Ecco, ve lo ripropongo qua. E' una riflessione su due figli del ghetto, della periferia, che alla fine non sono mai usciti mentalmente dai margini di questo mondo.   Torino - 13/07/2006 Questi giorni, in conclusione di un mese in cui non si parlò d’altro che di calcio e di mondiali, la faccenda Zidane Materazzi. Continua a prolungare le discussioni intorno ai mondiali oltre i limiti previsti. Soltanto che non si parla quasi più delle partite, di gioco, di risultati ma quasi esclusivamente della testata data dal calciatore Franco-algerino a quello italo-pugliese. Da quando è scoppiata “l’affaire Zizou”, ho ricevuto vari messaggi di simpatia. Come se il fatto di essere dalla Cabilia […]
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Domenica 20 settembre 2009 7 20 09 2009 20:08

Auguro un felice Aid soprattutto ai puri. Forse ce ne sono ancora alcuni. Coloro credono per loro stessi e non giudicano. Hanno digiunato con la bocca, con il cuore e con l'occhio!   Auguro un felice Aid anche ai coraggiosi. Di questi ce ne sono, ma son pochi. Coloro che non temono nessuno. Non ci credono e non hanno digiunato. Apertamente senza nascondere a nessuno!   Felice Aid anche ai pecoroni. Sono tanti. Ma veramente tanti. Né credenti né miscredenti. Hanno digiunato perché così si fa. Sono rimasti affamati e assettati. Porsi domande non ci pensano nemmeno!   Ma comunque felice Aid anche ai furboni. Anche loro numerosi. Questi a ciò che non gli riempie la pancia non credono. Hanno gridato in coro, a più non posso: "digiunare è un obbligo!" Ma poi, di nascosto, non l'hanno mai fatto. A voi "Saha Aidkum di Abd Elkrim Dali", felice Aid. Un pezzo storico della tv algerina. (Ma il testo sopra nn è ripreso dalla canzone. purtroppo)
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Venerdì 11 settembre 2009 5 11 09 2009 19:56


Caro amico, se un giorno in mezzo al mare vedi una barca alla deriva e delle braccia che si agitano, fermati e rifletti. Pensaci bene prima di offrire il tuo aiuto: assicurati che sia un qualche figlio di papà uscito in barca a vela nonostante il brutto tempo. Perché lui sì che è da salvare. Si saranno già mobilitati in tanti per cercarlo e chi lo riporterà a casa sarà accolto come un eroe. Noi crediamo nella sacralità della vita, caro mio. Soprattutto quella dei ricchi. Ma se invece è solo una di quelle barche piene di disperati che viaggiano alla cieca tra il sud e il nord del mondo, non ne vale la pena. Vattene e non pensarci più. Che saranno un centinaio di disperati che stanno per morire? Niente: solo un sacco di guai per tutti. Meglio lasciarli crepare in mezzo al mare. Salvarli vuol dire andare incontro a un sacco di problemi. Potresti essere respinto da un porto all’altro per giorni come in una spietata partita di ping pong. Potresti essere arrestato insieme a loro […]
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Giovedì 11 giugno 2009 4 11 06 2009 18:38


Ieri Aly Baba Faye (clicca qui per vedere il blog di Aly) aveva pubblicato sul suo profilo Facebook una nota che parlava del nuovo sindaco di Viggiù (Va). A Viggiù (Varese) eletto sindaco della Lega di colore - Il Sole 24 ORE. Il link all'articolo del sole 24 era accompagnato dal commento: "Ma con tutti i partiti che ci sono, il primo sindaco nero della storia d'Italia, doveva portare proprio il bavaglio verde?"Al quale io ho sentito il bisogno di rispondere. ne è nata una lunga chiacchierata lunga un giorno per messaggi su facebook interposti, che ho trovato molto bella e molto interessante e che pubblico qui per condividerla anche con chi Facebook non lo usa. Aly Baba Faye (09 giugno alle ore 23.59) Ma con tutti i partiti che ci sono, il primo sindaco nero della storia d'Italia, doveva portare proprio il bavaglio verde?   Karim Metref (10 giugno alle ore 11.39) Il nero americano, per il contadinotto o il borgattaro Verde-padano non è nero ma Americano. Nessuno oserebbe chiamare […]
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Venerdì 5 giugno 2009 5 05 06 2009 22:44


Se non hai mai fatto politica, perché a te non interessa. Se non hai mai protestato contro niente. Se non sei stato membro di nessun comitato per la difesa di qualcosa o per la promozione di qualcosa. Se non t'interessi a come è gestito il tuo quartiere, la tua città, il tuo paese, la tua terra... tutto l'anno. Se per informarti ti accontenti di guardare la tv o di leggere i grandi quotidiani. Se per capirci qualcosa a quello che succede, cerchi risposte da Vespa, Loris oppure da Santoro. Se a un giorno dalle elezioni non sai per chi votare. Se non conosci nessun candidato e non puoi dire quello, lo so, è una brava persona. Se hai l'intenzione di andare a votare solo perchè tutti ti dicono che è tuo dovere. Se hai intenzione all'ultimo minuto di fare "ambaraba cicci coco..." per puntare la matita su una lista a caso. Se ti stai chiedendo quale è in fondo la differenza tra PD e PDL (e avete ragione ce ne talmente poca che si fa fatica a vederla). Se siete tutto questo e altro ancora […]
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Sabato 30 maggio 2009 6 30 05 2009 11:47

Damasco, Bab al Giamii, porta della grande Moschea ommayade, 5.30 del mattino. La piazza della moschea è tranquilla. Pochi i passanti. Qualche pellegrina iraniana passa per andare ad assistere alla preghiera dell’alba in uno dei mausolei sciiti della città, qualche mercante che va a preparare il suo banco nel vicino mercato, alcuni tiratardi che non vogliono rientrare e cercano di approfittare della brezza mattutina, unica tregua concessa dalla spietata onda di calore che travolge la città da giorni. Sulla piazza un inserviente della moschea svuota sacchi di cibo per i piccioni. Oltre a dare loro da mangiare, l’addetto bada anche che nessun curioso venga a disturbare i suoi protetti mentre si sfamano.   Sembra un rito quotidiano, consacrato da anni. Tutti i piccioni di Damasco si danno appuntamento qui ogni mattina, "per colazione", dopodiché ognuno vola per una parte diversa della città in cerca di sopravvivenza. Nessuno rimarrà qui. Perché qui, per loro, fra un’ora, sarà […]
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Giovedì 26 giugno 2008 4 26 06 2008 19:36

Parco del Valentino, lungo il fiume po', alcuni ettari di verde e fresco nel cuore di una città strangolata dall'affa e dall'inquinamento. All'ingresso del parco, lato Corso Vittorio Emanuele, è allestito un tendone, tutt'attorno sono sparsi ragazzi e ragazze. Alcuni giocano a carte, altri a calcetto o ping pong, alcuni altri s'impegnano ad imparare qualche trucco di giocoleria. Altri ancora ascoltano musica a tutto volume e qualcuno accena anche qualche passo di ballo. Mi avvicino dall'area per osservare più da viccino questo andi rivieni. Mi accorgo che alcuni dei "giovani" sono un po' più grandi, visibilmente degli animatori e dei volontari. Mi fermo a chiechierare con una delle volontarie. Così per curiosità. "Questo è il tendone dell'ASAI!" Mi dice. "Ormai da un po' di anni sta diventando una tradizione. Per mancanza di spazi attrezzati, la nostra associazione ha pensato ad usare questo stupendo spazio in estate per allestire un centro aggregativo temporaneo. - E cosa ci fate […]
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Sabato 22 settembre 2007 6 22 09 2007 19:39

Abderrahmane, un giovane arrivato in Italia mosso dagli stessi sogni che muovono milioni di poveri del mondo in direzione delle zone ricche, e' morto a fine agosto, a Torino, nelle acque del Po, mentre cercava di fuggire ad un Blitz. Da quando Torino è una metropoli che attira i poveri contadini di mezza Italia e oggi di mezzo mondo, da quando Torino è questa Torino: ci sono le prostitute in certe vie e ci sono gli spacciatori nei parchi della città, lontani dai larghi corsi del centro e dalla profumata collina. La città lo sa e lo tollera come un male inevitabile: un danno collaterale dello sviluppo. Da quando Torino e' questa Torino, lo stesso spettacolo comico (che purtroppo periodicamente gira al tragico) e' dato davanti ai padri e alle madri di buona famiglia accompagnati dalla loro prole che si fanno un giretto in bicicletta nei parchi della città. I militari rigorosamente in divisa, mai in borghese, spesso e volentieri accompagnati da qualche cronista della "nera" locale […]
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Venerdì 4 maggio 2007 5 04 05 2007 19:16

Bevanda inebriante, carne immonda: il Corano vieta vino e salame. Confessione di un musulmano che li ha assaggiati, per pura curiosità scientifica. E riassaggiati, per pura golosità umana. In nome di Dio clemente misericordioso. Cari fratelli in Dio, mi è stato chiesto di recensire due prodotti ritenuti dai cristiani come prelibatezze: il vino e il salame. Pur con nomi e forme diversi, questi prodotti da noi non sono del tutto sconosciuti. Anche se oggi gli occidentali pensano di averne l'esclusiva, gli insaccati esistono dalle nostre parti dalla più lontana antichità e il vino risale anche al neolitico. Poveri smemorati: dimenticano che quando il profeta Aissa (su di lui il saluto di Dio) diceva: "Bevete! Questo è il mio sangue", quello succedeva in Palestina e non sulle Côtes du Rhône o nel Roero. Cominciamo con il santo Corano: "Ti chiedono del vino e del gioco d'azzardo. Di': in entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è […]
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Martedì 2 agosto 2005 2 02 08 2005 11:50

Dopo il primo discorso alla nazione fatto da Bashar Al Assad, neo Presidente della Repubblica, all’occasione della cerimonia di giuramento nel luglio del 2000, in cui ha riconosciuto la durezza del regime e promesso delle riforme, soffia una ventata d’aria fresca sul paese in genere e sulla città di Damasco in particolare. Nelle università si creano dei forum spontanei  di discussione. Ovunque si parla di riforme, di democratizzazione...di fine dello stato d’emergenza in vigore dal 1963. L’ondata di libertà si chiama primavera di Damasco e le rondini che lo annunciano sono gruppi di intellettuali indipendenti che vogliono credere in un futuro migliore e trascinano con loro tanti giovani.   “Ci abbiamo creduto” dice Hassan, intellettuale e funzionario della televisione nazionale. “Ovunque si parlava di cambiamento. In TV non c’era quasi più censura. Potevamo far vedere e sentire quasi di tutto…è stata una parentesi bellissima.” Una parentesi bella ma breve che viene chiusa […]
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