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Karim Metref

Mi chiamo Karim Metref. Sono nato nel 1967 in Algeria. Insegnante, educatore, attivista politico e culturale, Scrivo per mettere in chiaro le idee guida del mio cammino di vita e di lotta.
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Giovannin'

Domenica 12 aprile 2009 7 12 04 2009 18:57

In questa fredda domenica di gennaio Piazza della Repubblica è molto triste. Gira poca gente e gli spazi mercatali sono invasi dalle auto... Il timido sole invernale che fa finta di riscaldare l'atmosfera non riesce nemmeno a far sudare i cumuli di neve sporca e coperta di detriti che giacciono di qua e di là. Alcuni pusher all'angolo di via Cottolengo saltellano per riscaldarsi in attesa di un qualche cliente. Più in alto, verso Corso Regina, i piccoli gruppetti di irriducibili del mercato abusivo della domenica cercano disperatamente di rifilare qualcosa ai rari curiosi che hanno disertato i grandi centri commerciali riscaldati per vedere cosa offre l'outlet dei poveri. Dentro la tettoia dei contadini il gruppetto di Giovannin e dei suoi amici è in piedi in silenzio intorno ad uno dei pilastri della struttura d'acciaio. Qualcuno beve una birra rimediata da non si sa dove, Un altro fuma nervosamente. Anche Giovannin (che di solito non sorride quasi mai ma ha sempre quella aria […]
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Domenica 25 gennaio 2009 7 25 01 2009 19:02

"Cos'è Porta Palazzo per Torino, secondo voi?" Chiede la signora V. V. è psicologa e formatrice in gestione nonviolenta dei conflitti. È impegnata da settimane in un percorso di iniziazione alla risoluzione non violenta dei conflitti destinato ad un gruppo di abitanti e di operatori del quartiere più stigmatizzato di Torino. In sala c'è di tutto: uomini e donne, giovani e meno giovani abitanti di porta palazzo per scelta o per costrizione, gente che ci sta per lavoro e altre per impegno sociale. Nuruddine il pizzaiolo egiziano costretto a vivere in uno dei condomini più problematico dell'area, si chiede perché succede nel suo condominio ciò che è impensabile a cento metri da lì. Carmine, pensionato e impegnato in un comitato cittadino, si chiede perché le autorità locali promettono tanto ma poi non muovono un dito. La signora Giuseppina, venditrice di antiquariato al mercato del Baloon, racconta la guerra dei poveri contro poverissimi per vendere stracci nel mercato del sabato. […]
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Giovedì 2 ottobre 2008 4 02 10 2008 18:48

Domenica 28 settembre 2008, è una data speciale a Torino. Per un giorno, Piazza Castello fa finta di chiamarsi "Piazza Romania". È la prima tappa di un ricco programma - mostre, spettacoli, spot televisivi...- ideato dallo stato romeno, in piena campagna elettorale, "per migliorare l'immagine dei suoi cittadini residenti all'estero". Torino, in quanto prima città d'Europa occidentale per numero di Romeni residenti ha l'onore di accoglierne la puntata inaugurale. Oggi, è Stefan a fare da guida. Ha portato con sé Giovannin e tutta la banda di Porta Palazzo. Dice che la festa sarà meravigliosa. "È prevista musica tradizionale, jazz, musica moderna e poi teatro, danza, pittori, scultori... Di tutto, vi dico. Di tutto!". A prima vista Giovannin capisce di che si tratta. Si trattiene e non fa notare a Stefan la povertà della mostra e che di pittori e scultori romeni a Torino ne abbiamo dei più bravi ... spera soltanto che gli spettacoli musicali saranno all'altezza delle attese di […]
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Venerdì 8 agosto 2008 5 08 08 2008 18:44

Giovannin è decisamente un animale urbano. Nemmeno nell'afa di agosto si decide a lasciare la sua città. Parte qualche giorno a trovare una vecchia zia ancora in vita dalle parti di Saluzzo... Un fine settimana tre o quattro giorni e poi si stufa. Comincia ad avere nostalgia del rumore, dello smog, dei litigi quotidiani... Non vede l'ora di tuffarsi nella confusione di Porta palazzo il mattino e di apprezzarne la calma relativa del pomeriggio. Le grida dei terun, dei vucumprà e delle varie specie della giungla piazza della repubblica, per lui è come l'appello della foresta per i lupi del grande Nord. Non ci sa resistere più di pochi giorni. Poi, Giovannin a porta palazzo non rimane mai da solo. Tanti suoi amici non partono mai in vacanza. Alcuni perché senza documenti, altri perché senza soldi, tanti senza né gli uni né gli altri, e qualcuno ancora con documenti e soldi, ma si autoschiavizza a vita e non si concede mai un attimo di riposo. Una sindrome molto diffusa tra i migranti. […]
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Lunedì 12 maggio 2008 1 12 05 2008 18:35

Alla fine è andata bene per tutti... Tranne che per la stampa! Si erano preparati. Erano lì come avvoltoi intorno ad un animale moribondo. Giravano intorno cercando in anticipo la posizione giusta per riprendere lo scontro finale. Armati fino ai denti: videocamere, macchine fotografiche con zoom da poter anche riprendere i picnic dei marziani sul pianeta rosso, microfoni e registratori... era tutto pronto. Avevano annunciato l'arrivo delle frange "più estreme" del terrorismo "Anarco-comuno-islamo-insurrezionalista". Sembrava si fossero iscritte alla manifestazione sia le Brigate Rosse che le Brigate Al Aqsa. Le locandine davanti alle edicole parlavano di "agenti del Mossad venuti in aiuto alle forze dell'ordine italiane". Sembra che i terrazzi della fiera fossero cosparse di "tiratori scelti"... e chi più ne aveva più ne metteva. L'ambiente era riscaldato a piacere sia dal sole cocente di fine primavera che dal terrorismo mediatico di chi si augurava di assistere ad una mattanza di […]
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Lunedì 3 marzo 2008 1 03 03 2008 18:33

Siamo al Centro Italo Arabo di Torino, nei pressi di Porta palazzo. La sala conferenze è piena come un uovo. Davanti sono sedute le autorità locali e i vertici della Fiera del Libro di Torino. Sono presenti anche le associazioni delle comunità arabe e i rappresentanti delle moschee della città. Dietro è seduto il popolo dei sognatori, idealisti, capelluti, mal rasati rumorosi e dispettosi e anche quello dei poveri e dei senza voce, dei senza diritti, arrabbiati ma silenziosi... Si è tutti quanti riuniti per dibattere della scelta fatta dalle autorità torinesi di festeggiare i sessanta anni della creazione dello stato di Israele invitandolo come ospite d'onore alla fiera del libro di Torino. Giovannin è seduto dietro, in mezzo ai suoi amici clandestini. Ascolta in silenzio e scuote la testa. Parlano prima le autorità poi le associazioni arabe e le moschee. Sembrano tutti sintonizzati sulla stessa frequenza. Tutti dicono che non si può boicottare la cultura israeliana, che non c'è […]
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Venerdì 18 gennaio 2008 5 18 01 2008 18:20

È notte su Piazza della Repubblica, quella che stamattina era un mercato gremito di gente che andava e veniva, ora, di notte, è diventa una immensa superficie vuota attraversata solo dai venti freddi di gennaio e dalle ombre della notte. Nel minuscolo garage dove dorme Rafiq, il poeta clandestino, c'è gente sta sera. Si è radunata lì per bere, fumare e chiacchierare intorno alla stufa a gas. Qualcuno prepara un profumato tè alla menta, mentre altri preferiscono sorseggiare una birra o un grappino. L'aria è densa e carica di fumi. L'odore acro di uno spinello, che non finisce girare di mano in mano e di bocca in bocca, invade la stanza. Si parla poco e si beve e si fuma tanto. Il quartiere è pensieroso. La notizia fresca dell'espulsione del vecchio imam koheila era nella mente di tutti. Ad un certo punto Rafiq ritira la sigaretta dalla bocca, soffia a lungo il fumo verso l'alto poi dice, senza rivolgersi a nessuno in particolare: "Poi... se l'avessero espulso per la qualità della […]
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Giovedì 15 novembre 2007 4 15 11 2007 18:16

Oggi è un giorno un po' così! Torino sembra un po' più grigia del solito. Porta Palazzo si muove più lentamente e le sue facce sono chiuse. La gente si guarda con diffidenza. Nessuno si è mai fidato di nessuno a Porta Palazzo, ma questi giorni la diffidenza sembra stampata sulle facce. Sotto la tettoia dei contadini il solito gruppo di romeni che ogni giorno si raggruppa per bere e chiacchierare sembra più numeroso del solito, ma anche anormalmente silenzioso. Si beve e si fuma di più ma si parla molto meno. C'è poco da dire. Seduti in disparte ci sono Giovannin, Rafiq il poeta marocchino e Dumitru il gigante moldavo . Tutti e tre stanno attorno a Stefan il giovane musicista romeno che lavora come garzone presso la macelleria Dimmatteo, a due passi da lì. Stefan è giù di morale. Dice che non ci capisce più niente, che non sa come uno deve comportarsi. "Sono stanco di fare il bravo ragazzo, tutti i giorni! Di ammazzarmi al lavoro, tutti i giorni! Cercare di farmi voler bene... […]
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Venerdì 1 giugno 2007 5 01 06 2007 18:11

Oggi con Giovannin non ci vediamo come al solito a Porta Palazzo. Ci siamo dati appuntamento in Via Bogino 9, davanti al Palazzo Graneri Della Rocca. Con lui sono arrivati anche Rafiq, il giovane venditore di borsoni, quelli a quadrati, di nylon, che servono per la spesa, e Mustafa il dentista algerino che vende frutta, sognando un giorno di riuscire A bucare la corazza dell'ordine dei dentisti italiani, per poter finalmente praticare il suo mestiere. Rafiq si è fatto bello. È andato dal parrucchiere e si è messo i suoi vestiti migliori. Per lui è un grande giorno. Ma non sarebbe mai venuto se non ci fosse con loro Giovannin o Amu (zio) Yahia, come lo chiama lui. Solo sentire un nome come "Palazzo Graneri della Rocca" gli fa tremare le ginocchia, a lui, il clandestino. Stasera al Palazzo c'è un incontro con Mahmoud Darwish, il suo idolo. Siamo arrivati con anticipo per avere i posti migliori. Ci sediamo in prima fila. La sala non tarda a riempirsi. Dopo un po' sento il giovannin […]
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Lunedì 30 aprile 2007 1 30 04 2007 12:14

Io sono un montanaro. Ho lasciato molto tardi il mio piccolissimo villaggio sui fianchi del Giurgiura, in Algeria. A Torino, anche se ci sto bene in genere, mi sento un po' come un alieno. Mi muovo in modo goffo e insicuro. La folla mi spaventa e faccio fatica a farmi strada sui marciapiedi affollati. Poi succedono troppe cose e a velocità troppo alta per le mie capacità di percezione. Per leggere la città e i suoi fenomeni ho bisogno di aiuto. È per questo che vado spesso a trovare il mio amico sotto la tettoia del mercato dei contadini a Porta Palazzo. I contadini piemontesi lo conoscono come Giovannin, mentre è Nino per i meridionali, i marocchini lo chiamano Yahia e i romeni Ion. Lui, è un animale decisamente urbano il Giovannin. Ha in sé lo spirito stesso delle metropoli: quello di saper navigare tra le diversità senza scomporsi, di non spaventarsi di fronte alla molteplicità di lingue, codici e convenzioni e soprattutto di fare buoni affari con tutti. Spiazzato […]
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