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Karim Metref

Mi chiamo Karim Metref. Sono nato nel 1967 in Algeria. Insegnante, educatore, attivista politico e culturale, Scrivo per mettere in chiaro le idee guida del mio cammino di vita e di lotta.
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Giovedì 26 giugno 2008 4 26 /06 /2008 19:36

Parco del Valentino, lungo il fiume po', alcuni ettari di verde e fresco nel cuore di una città strangolata dall'affa e dall'inquinamento. All'ingresso del parco, lato Corso Vittorio Emanuele, è allestito un tendone, tutt'attorno sono sparsi ragazzi e ragazze. Alcuni giocano a carte, altri a calcetto o ping pong, alcuni altri s'impegnano ad imparare qualche trucco di giocoleria. Altri ancora ascoltano musica a tutto volume e qualcuno accena anche qualche passo di ballo. Mi avvicino dall'area per osservare più da viccino questo andi rivieni. Mi accorgo che alcuni dei "giovani" sono un po' più grandi, visibilmente degli animatori e dei volontari. Mi fermo a chiechierare con una delle volontarie. Così per curiosità. "Questo è il tendone dell'ASAI!" Mi dice. "Ormai da un po' di anni sta diventando una tradizione. Per mancanza di spazi attrezzati, la nostra associazione ha pensato ad usare questo stupendo spazio in estate per allestire un centro aggregativo temporaneo. - E cosa ci fate […]
Di Kametref - Pubblicato in : Divagazioni
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Lunedì 12 maggio 2008 1 12 /05 /2008 18:35

Alla fine è andata bene per tutti... Tranne che per la stampa! Si erano preparati. Erano lì come avvoltoi intorno ad un animale moribondo. Giravano intorno cercando in anticipo la posizione giusta per riprendere lo scontro finale. Armati fino ai denti: videocamere, macchine fotografiche con zoom da poter anche riprendere i picnic dei marziani sul pianeta rosso, microfoni e registratori... era tutto pronto. Avevano annunciato l'arrivo delle frange "più estreme" del terrorismo "Anarco-comuno-islamo-insurrezionalista". Sembrava si fossero iscritte alla manifestazione sia le Brigate Rosse che le Brigate Al Aqsa. Le locandine davanti alle edicole parlavano di "agenti del Mossad venuti in aiuto alle forze dell'ordine italiane". Sembra che i terrazzi della fiera fossero cosparse di "tiratori scelti"... e chi più ne aveva più ne metteva. L'ambiente era riscaldato a piacere sia dal sole cocente di fine primavera che dal terrorismo mediatico di chi si augurava di assistere ad una mattanza di […]
Di Kametref - Pubblicato in : Giovannin'
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Sabato 12 aprile 2008 6 12 /04 /2008 11:52


Lettera scritta alle autorità Piemontesi e alla direzione della Fiera Internazionale del libro di Torino per protestare contro l'invito di Israele come ospite d'onore. Cari Signori, Quando un conflitto è in atto, dimostrare segni di solidarietà con una sola parte si chiama prendere parte. Festeggiare l'anniversario della creazione dello stato d'Israele invitandolo come ospite d'onore alla fiera del Libro di Torino, oggi poi, nella situazione terribile che vive il popolo palestinese, è una presa di posizione netta e chiara. Non è il luogo! A chi protesta, viene risposto che "La Fiera del Libro di Torino è un appuntamento importante per lo scambio di culture, di tutte le culture, (...)" e che "...Tutto il resto - intrighi, boicottaggi, campanilismi, scontri ideologici ..." non è al suo posto. Appunto! È proprio questo che si chiede alla Fiera del Libro di Torino, di rimanere la fiera di tutto il mondo della cultura, di tutte le culture, al di sopra degli interessi politici degli uni […]
Di Kametref - Pubblicato in : Lettere
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Lunedì 3 marzo 2008 1 03 /03 /2008 18:33

Siamo al Centro Italo Arabo di Torino, nei pressi di Porta palazzo. La sala conferenze è piena come un uovo. Davanti sono sedute le autorità locali e i vertici della Fiera del Libro di Torino. Sono presenti anche le associazioni delle comunità arabe e i rappresentanti delle moschee della città. Dietro è seduto il popolo dei sognatori, idealisti, capelluti, mal rasati rumorosi e dispettosi e anche quello dei poveri e dei senza voce, dei senza diritti, arrabbiati ma silenziosi... Si è tutti quanti riuniti per dibattere della scelta fatta dalle autorità torinesi di festeggiare i sessanta anni della creazione dello stato di Israele invitandolo come ospite d'onore alla fiera del libro di Torino. Giovannin è seduto dietro, in mezzo ai suoi amici clandestini. Ascolta in silenzio e scuote la testa. Parlano prima le autorità poi le associazioni arabe e le moschee. Sembrano tutti sintonizzati sulla stessa frequenza. Tutti dicono che non si può boicottare la cultura israeliana, che non c'è […]
Di Kametref - Pubblicato in : Giovannin'
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Venerdì 18 gennaio 2008 5 18 /01 /2008 18:20

È notte su Piazza della Repubblica, quella che stamattina era un mercato gremito di gente che andava e veniva, ora, di notte, è diventa una immensa superficie vuota attraversata solo dai venti freddi di gennaio e dalle ombre della notte. Nel minuscolo garage dove dorme Rafiq, il poeta clandestino, c'è gente sta sera. Si è radunata lì per bere, fumare e chiacchierare intorno alla stufa a gas. Qualcuno prepara un profumato tè alla menta, mentre altri preferiscono sorseggiare una birra o un grappino. L'aria è densa e carica di fumi. L'odore acro di uno spinello, che non finisce girare di mano in mano e di bocca in bocca, invade la stanza. Si parla poco e si beve e si fuma tanto. Il quartiere è pensieroso. La notizia fresca dell'espulsione del vecchio imam koheila era nella mente di tutti. Ad un certo punto Rafiq ritira la sigaretta dalla bocca, soffia a lungo il fumo verso l'alto poi dice, senza rivolgersi a nessuno in particolare: "Poi... se l'avessero espulso per la qualità della […]
Di Kametref - Pubblicato in : Giovannin'
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Giovedì 15 novembre 2007 4 15 /11 /2007 18:16

Oggi è un giorno un po' così! Torino sembra un po' più grigia del solito. Porta Palazzo si muove più lentamente e le sue facce sono chiuse. La gente si guarda con diffidenza. Nessuno si è mai fidato di nessuno a Porta Palazzo, ma questi giorni la diffidenza sembra stampata sulle facce. Sotto la tettoia dei contadini il solito gruppo di romeni che ogni giorno si raggruppa per bere e chiacchierare sembra più numeroso del solito, ma anche anormalmente silenzioso. Si beve e si fuma di più ma si parla molto meno. C'è poco da dire. Seduti in disparte ci sono Giovannin, Rafiq il poeta marocchino e Dumitru il gigante moldavo . Tutti e tre stanno attorno a Stefan il giovane musicista romeno che lavora come garzone presso la macelleria Dimmatteo, a due passi da lì. Stefan è giù di morale. Dice che non ci capisce più niente, che non sa come uno deve comportarsi. "Sono stanco di fare il bravo ragazzo, tutti i giorni! Di ammazzarmi al lavoro, tutti i giorni! Cercare di farmi voler bene... […]
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Sabato 22 settembre 2007 6 22 /09 /2007 19:39

Abderrahmane, un giovane arrivato in Italia mosso dagli stessi sogni che muovono milioni di poveri del mondo in direzione delle zone ricche, e' morto a fine agosto, a Torino, nelle acque del Po, mentre cercava di fuggire ad un Blitz. Da quando Torino è una metropoli che attira i poveri contadini di mezza Italia e oggi di mezzo mondo, da quando Torino è questa Torino: ci sono le prostitute in certe vie e ci sono gli spacciatori nei parchi della città, lontani dai larghi corsi del centro e dalla profumata collina. La città lo sa e lo tollera come un male inevitabile: un danno collaterale dello sviluppo. Da quando Torino e' questa Torino, lo stesso spettacolo comico (che purtroppo periodicamente gira al tragico) e' dato davanti ai padri e alle madri di buona famiglia accompagnati dalla loro prole che si fanno un giretto in bicicletta nei parchi della città. I militari rigorosamente in divisa, mai in borghese, spesso e volentieri accompagnati da qualche cronista della "nera" locale […]
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Venerdì 1 giugno 2007 5 01 /06 /2007 18:11

Oggi con Giovannin non ci vediamo come al solito a Porta Palazzo. Ci siamo dati appuntamento in Via Bogino 9, davanti al Palazzo Graneri Della Rocca. Con lui sono arrivati anche Rafiq, il giovane venditore di borsoni, quelli a quadrati, di nylon, che servono per la spesa, e Mustafa il dentista algerino che vende frutta, sognando un giorno di riuscire A bucare la corazza dell'ordine dei dentisti italiani, per poter finalmente praticare il suo mestiere. Rafiq si è fatto bello. È andato dal parrucchiere e si è messo i suoi vestiti migliori. Per lui è un grande giorno. Ma non sarebbe mai venuto se non ci fosse con loro Giovannin o Amu (zio) Yahia, come lo chiama lui. Solo sentire un nome come "Palazzo Graneri della Rocca" gli fa tremare le ginocchia, a lui, il clandestino. Stasera al Palazzo c'è un incontro con Mahmoud Darwish, il suo idolo. Siamo arrivati con anticipo per avere i posti migliori. Ci sediamo in prima fila. La sala non tarda a riempirsi. Dopo un po' sento il giovannin […]
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Venerdì 4 maggio 2007 5 04 /05 /2007 19:16

Bevanda inebriante, carne immonda: il Corano vieta vino e salame. Confessione di un musulmano che li ha assaggiati, per pura curiosità scientifica. E riassaggiati, per pura golosità umana. In nome di Dio clemente misericordioso. Cari fratelli in Dio, mi è stato chiesto di recensire due prodotti ritenuti dai cristiani come prelibatezze: il vino e il salame. Pur con nomi e forme diversi, questi prodotti da noi non sono del tutto sconosciuti. Anche se oggi gli occidentali pensano di averne l'esclusiva, gli insaccati esistono dalle nostre parti dalla più lontana antichità e il vino risale anche al neolitico. Poveri smemorati: dimenticano che quando il profeta Aissa (su di lui il saluto di Dio) diceva: "Bevete! Questo è il mio sangue", quello succedeva in Palestina e non sulle Côtes du Rhône o nel Roero. Cominciamo con il santo Corano: "Ti chiedono del vino e del gioco d'azzardo. Di': in entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è […]
Di Kametref - Pubblicato in : Divagazioni
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Lunedì 30 aprile 2007 1 30 /04 /2007 12:14

Io sono un montanaro. Ho lasciato molto tardi il mio piccolissimo villaggio sui fianchi del Giurgiura, in Algeria. A Torino, anche se ci sto bene in genere, mi sento un po' come un alieno. Mi muovo in modo goffo e insicuro. La folla mi spaventa e faccio fatica a farmi strada sui marciapiedi affollati. Poi succedono troppe cose e a velocità troppo alta per le mie capacità di percezione. Per leggere la città e i suoi fenomeni ho bisogno di aiuto. È per questo che vado spesso a trovare il mio amico sotto la tettoia del mercato dei contadini a Porta Palazzo. I contadini piemontesi lo conoscono come Giovannin, mentre è Nino per i meridionali, i marocchini lo chiamano Yahia e i romeni Ion. Lui, è un animale decisamente urbano il Giovannin. Ha in sé lo spirito stesso delle metropoli: quello di saper navigare tra le diversità senza scomporsi, di non spaventarsi di fronte alla molteplicità di lingue, codici e convenzioni e soprattutto di fare buoni affari con tutti. Spiazzato […]
Di Kametref - Pubblicato in : Giovannin'
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