Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare.
Elucubrazioni di una mente (di)vagante
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Karim Metref
Mi chiamo Karim Metref. Sono nato nel 1967 in Algeria. Insegnante, educatore, attivista politico
e culturale, Scrivo per mettere in chiaro le idee guida del mio cammino di vita e di lotta.
Per saperne di più andare sulla pagina: chi sono?
Il 10 maggio prossimo, in Algeria si terranno le quinte elezioni legislative “plurali” della giovane storia del paese. L'amministrazione e i politici si preparano per il torneo elettorale che vedrà in lizza 44 partiti e 25.800 candidati per 462 posti da parlamentari. Ma il paese pensa ad altro. In un clima teso e forti frustrazioni dovute all'altissimo tasso di disoccupazione e una inflazione record che rende quasi intoccabili molti beni di consumo, l'affluenza rischia di essere bassissima. Quindi le sorprese, che ci saranno sicuramente, saranno dettate dagli accordi dietro le quinte. Sketch sciorba elettorale La tv algerina è solita trasmettere durante il mese di Ramadhan, all'ora della rottura del digiuno, delle breve operette comiche. Il piatto nazionale per rompere il digiuno è una minestra molto leggera a base di verdure, erbe aromatiche e piccoli pezzi di carne di agnello, chiamata genericamente sciorba. Da qui il nome popolare di queste operette, gli “sketch Sciorba”. […]
In questi giorni è morto all'età di 96 anni Ahmed Ben Bella, il primo presidente della Repubblica Democratica e Popolare Algerina. Ben Bella, per tutta una generazione di Italiani è una icona assoluta. Simbolo della vittoria dei popoli contro il colonialismo. Invece è morto dimenticato da tutti, sia in patria che all'estero. L'icona di una generazione C'è tutta una generazione di over 50 italiani, di sinistra, per la quale la sola parola Algeria fa brillare gli occhi. Quanti ricordi, quanti ricordi! La vittoria del bene sul male. Il trionfo di una rivoluzione popolare sull'imperialismo. Il film di Pontecorvo, le esperienze di autogestione dell'industria e dell'agricoltura, il paese che per più di 15 anni diventa meta di tutti i rivoluzionari del mondo: Che Guevara, Fidel Castro, Ho Chi Minh, Malcolm X, le Black Panters che si ribellano in un carcere di alta sicurezza, sequestrano le guardie e chiedono un aereo per andare... a Algeri, Nelson Mandella, Il festival Panafricano dove […]
Mi ricordo quando ero piccolo che il Mali era indicato nei telegiornali, dell'unico canale televisivo algerino, come paese fratello. Le visite del presidente Moussa Traore, salito al potere dopo il colpo di stato del 1968 (un anno appena dopo la mia nascita) hanno accompagnato gli anni della mia infanzia, poi quelle dell'adolescenza. Nei palazzi di Algeri, il Traore era come a casa sua. Soprattutto nell'era di Chadli Benjdid (1979-1992). Oltre alle regolari visite del suo dittatore, di informazioni da quel paese non ci arrivava niente. Per noi era un paese dell'Africa Nera come gli altri. Non sapevamo nemmeno che ci fosse in Mali, Niger e Burkina Faso tutta una parte Nord abitata a maggioranza da Tuareg ma anche da arabi e mauri. Da dove arriva questa ribellione? Quando nel 1990 nel nord del Mali e del Niger inizia la grande insurrezione dei Tuareg, I mezzi d'informazione nel Nord Africa la ignorarono completamente. Io personalmente scoprì l'esistenza del conflitto soltanto […]
Qualche mese fa, sulla rivista El-Ghibli, scrivevo del mio amico siriano Hamed, di cui non riuscivo ad avere notizie. Ora sulla sua sorte sono più tranquillo. Mi ha contattato lui per dirmi che è fuori pericolo. È riuscito a scappare in un altro paese arabo. Per Hamed sono rassicurato, ma per la Siria sono più preoccupato che mai. Dopo le domande d'uso sulla sua salute e la famiglia. Comincio subito a chiedere notizie di altri amici siriani e palestinesi residenti in Siria. Tutta gente impegnata politicamente e culturalmente. Oppositori da sempre al regime ignorante e violento degli Assad. Le notizie non sono delle più belle. Sia lui, Hamed, che tutti gli altri hanno conosciuto il carcere le torture, le umiliazioni. Poi, mi dice che Muhannad e il suo fratello Salìm sono morti sotto tortura. Gli altri si nascondono o sono anche loro scappati all'estero. Chi in Giordania, chi in Turchia.. ch in qualche altro paese. Mi tornano in mente le immagini di Muhannad e Salìm. Due ragazzi di […]
E' ufficiale, è primavera. Ieri era la data ufficiale del passaggio dalla stagione freda alla stagione della fioritura, In asia minore nei vasti territori che furono una volta sotto l'impero persiano, dove sono rimaste forti radici zoroastriane. Il primo giorno di Primavera corrisponde alla festa di capo d'anno: La festa del Newroz. In questa occasione mi sembra opportuno riprendere una storia che mi raccontò un vecchio signore kurdo, sulle montagne sopra la città di Dohuk (kurdistan iracheno), sull'origine della festa del Newroz. C’era una volta, tanto tanto tempo fa, un grande re molto potente e molto crudele di nome Dahik. Questo re soffriva di una strana malattia. Dei tanti medici accorsi da tutte le parti del regno per curarlo, solo uno riuscì ad individuare un rimedio, non per guarire il monarca definitivamente da questo male misterioso, ma almeno per mantenerlo in vita. Il re, per restare vivo, doveva periodicamente mangiare il cervello (o bere il sangue secondo un’altra […]
Si chiamava Mohamed Lamari. Negli anni 90' faceva parte del gruppetto di generali più potenti del paese. Quelli che hanno messo l'Algeria a ferro e a fuoco per una quindicina di anni. é morto questa settimana di un arresto cardiaco mentre si trovava nel suo domicilo nei pressi della cittadina di Biskra (circa 500 km à sud-est di Algeri). Quando passa una stagione eccezionalmente calda o fredda, come l'onda di freddo che ha colpito il nord dell'Algeria in queste settimane, con nevicate che in alcune zone hanno superato il metro, i vecchi, in cabilo, le chiamano: "taferrat", la spazzatrice. Mia nonna mi spiegò che era perché "Taferrat spazza via e aiuta ad andarsene a riposare i vecchi e i malati, che non hanno più niente da fare in questo mondo ma che non riescono a morire". Nella tradizione contadina cabila, la morte che arriva in tempo opportuno (dopo una lunga vita o dopo lunghe sofferenze) è un diritto al quale aluni rinunciano per paura di far sofrie i propri cari o in attesa […]
“L'assassino è stato preso ed è slavo”. L'ha detto la Berlinguer in apertura del Tg3, parlando dell'autista che ha travolto e ucciso un vigile urbano a Milano questa settimana. Certo che quando è la Berlinguer a darti questo tipo di mazzate le senti ancora più dolorose. Quando un Emilio Fede serve qualche sua specialità, non ci fai nemmeno caso. Ma se è lei è un po' come se se avessimo scoperto che l'assassino di piazza Dalmazia a Firenze facesse “Gramsci” di cognome. Se è Il Giornale che ti serve la sua solita minestra razzista te la mangi zitto zitto e dici benfatto per me che ho speso 1 euro per comprare questa cosa qua. Ma quando è il fatto quotidiano che comincia la notizia speculando sulle origini dei sospettati, ti senti come una palla che ti stringe il cuore Ci hanno tutti detto di che origini è l'assassino del vigile. Anche se non sempre molto d'accordo tra di loro: italo slavo per Affari italiani, Nomade con passaporto tedesco per molti, Slavo con passaporto tedesco, per […]
BASTA CON LA REPRESSIONE IN EGITTO E IN SIRIA, LIBERTA’ PER I POPOLI ARABI CONTRO OGNI INTERVENTO MILITARE STRANIERO DIRETTO E INDIRETTO NELLA REGIONE Il bisogno di libertà e la tenace lotta per la giustizia delle donne egli uomini del nord Africa e del medio oriente non si ferma. Ancora nelle piazze dell’Egitto e della Siria – come in altri paesi arabi - migliaia di persone manifestano per mettere fine a regimi autoritari e illegittimi; ancora le cosiddette “forze dell’ordine” uccidono, reprimono, cercano di fermare le rivolte per la giustizia, la libertà, la dignità. In Egitto le elezioni formalmente “democratiche” non hanno messo fine al dominio delle forze armate e alla repressione della parte più radicale e conseguente del movimento democratico e rivoluzionario. Le proteste al Cairo, gli scioperi di diversi settori produttivi, le manifestazioni delle donne sono il segno di un processo democratico che non si può fermare alle sole elezioni e soprattutto non può essere sotto la […]
Scrivo questo ultimo post dell'anno 2011, innanzitutto per augurare un buon anno nuovo a chi mi legge. Speriamo che il 2012 confermi le cose belle, le conquiste ottenute nel 2011, ma che nello stesso tempo annulli le cose brutte, tante, che in questo anno ormai tramontato sono nate: crisi, guerre, tensioni, odi e razzismi... Non si può dire se quest'anno è stato bello o brutto. é il tempo che ce lo dirà. Ci sono state le grandi speranze create dalle primavere arabe e da tutti i movimenti attraverso il mondo che ne hanno seguito l'esempio. Ma nello stesso tempo c'è la guerra tra poveri ovunque, l'offensiva da parte dei grandi poteri economici e militari per non perdere il controllo dell'area e del mondo. La guerra in Libia e la crisi in Costa d'Avorio hanno confermato che le potenze della Nato non hanno intenzione di mollare né l'Africa né il Medio Oriente. Le tensioni intorno all'Iran e alla Siria ci fanno temere il peggio. Poi c'è la crisi. Questa crisi che sta mangiando fette […]
Sono anni ormai che basta una prima dichiarazione di qualcuno sotto interrogatorio perché si scateni l'inferno contro stranieri e minoranze.Vogliamo andare avanti così? Ci ricordiamo tutti come Erica e Omar a Novi Ligure non avevano finito di raccontare la loro versione che già si parlava di caccia allo straniero per le strade della città. Ci ricordiamo che le salme del piccolo Yussuf e di sua madre non erano ancora fredde ad Erba che già tutti erano convinti della colpa del padre la cui unica colpa era di essere tunisino. Vi ricordate tutti della condanna unanime delle due “bestie rumene” del parco della Caffarella e del silenzio assordante che ha seguito l'annuncio della loro innocenza. Ci ricordiamo come a Brembate sono apparsi striscioni razzisti non appena si è parlato di possibile colpevole... straniero... Ci ricordiamo o forse non ci ricordiamo. Forse è questo il problema. Le storie si ripetono, simili, quasi uguali, e noi facciamo finta che è sempre la prima volta. Ogni […]